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Archivio per marzo 2012

piattaforma su contratti e sicurezza

Il collettivo degli operai dello spettacolo live è nato dall’esigenza di un dibattito tra noi lavoratori riguardo le nostre condizioni lavorative. Le tragedie di Trieste e Reggio Calabria sono la punta dell’iceberg di un modo di fare le cose che caratterizza il settore da decenni in Italia.

Francesco Pinna era un facchino alla sua terza chiamata di lavoro, Matteo Armellini era un tecnico esperto che aveva cominciato da facchino e da anni ormai faceva questo mestiere.

Due figure emblematiche del nostro settore, delle diverse condizioni di consapevolezza ed esperienza che si incrociano nei cantieri degli eventi live.

Due palchi, quelli crollati, che rappresentano il nuovo modello di show moderno, mastodontico e scintillante. Jovanotti premiato come Best Tour 2011 e la Pausini che si candida a ricevere il premio di quest’anno. I due fiori all’occhiello della produzione musicale e comunicativa di questo paese, però portano con loro due perdite incolmabili ed inaccettabili per noi.

E’ per questo motivo che parte di noi ha deciso di non partecipare all’incontro di Bologna, che si è svolto a poche ore dalla morte del nostro amico e compagno di lavoro.

Ci sembra assurdo invece che lo show sia andato avanti ancora una volta come se nulla fosse, che i concerti e gli eventi in Italia si continuano a fare comunque, sempre nello stesso modo.

I controlli della Guardia di Finanza a Caserta hanno fatto scoprire l’acqua calda. Come si opera è sempre stato sotto gli occhi di tutti. L’inesistenza della nostra categoria lavorativa è solo la riprova che finora a qualcuno è convenuto fare le cose in questo modo. La logica del profitto sfrenato è andata a scapito dello svolgere il lavoro in sicurezza e del rispetto delle regole del diritto del lavoro.

 

PROBLEMI CONTRATTUALI:

Inesistenza di figure professionali che attualmente già operano nel settore live.

Inesistenza di contratti adeguati per assunzione temporanea che rispetti tutele previdenziali e inail.

Mancata definizione del rapporto tra committente e realizzatore del lavoro a causa di meccanismi di interposizione fittizia di manodopera o catene di subappalti.

L’inesistenza di regole sulla giornata lavorativa, e le dilatazioni dei pagamenti anche oltre i novanta giorni, derivano dal rapporto di lavoro che figura come fornitura di servizi da parte della cooperativa la quale poi a sua volta stabilisce un rapporto di lavoro dipendente con i lavoratori che nei fatti si comportano da free lance, procurandosi quindi i lavori per conto proprio. Questo crea ambiguità su chi tra service, produzioni e coop, sia l’effettivo datore di lavoro

Esistenza di cooperative fittizie gestite dai service per non assumere direttamente il personale e quindi non farsi carico dei corretti costi previdenziali e assicurativi dei propri dipendenti.

Caporalato e lavoro nero, soprattutto per quanto riguarda cooperative di facchinaggio.

Contratti di lavoro fittizi per quanto riguarda i pochi assunti dai service (contratto metalmeccanici).

Assenza della definizione oraria certa della giornata lavorativa.

Adeguamento dei minimi sindacali al reale costo della vita (paghe ferme agli anni ’90).

Assenza di reddito in caso di malattia o maternità.

 

DEFINIZIONE GIORNATA LAVORATIVA

8 ore + 1 di pausa

Ore straordinarie e relative maggiorazioni per notturni e festivi.

Maggiorazione paga giornaliera per notturni e festivi.

Definizione dei turni di riposo minimo tra un turno e l’altro nell’arco di 48 ore.

Indennità di reperibilità per i lavori a cui si è data disponibilità che vengono annullati.

Svolgimento della sola mansione per cui si è stati assunti.

Abolizione della paga a ore.

 

SICUREZZA

Maggiore serietà in fase di progettazione.

Turni di lavoro nei limiti della norma.

Numero di personale adeguato.

Tempi previsti per montaggio e smontaggio non ridotti al minimo.

Utilizzo di strutture e location adeguate.

Utilizzo di macchinari e strumentazioni idonei.

Revisione reale delle americane, delle coperture, dei ground support, dei ponteggi multidirezionali, dei motori, di tutto il materiale di rigging.

Corsi di formazione adeguati e  gratuiti.

Informazione di tutto il personale del piano e dei tempi di produzione del cantiere.

Nelle tourneè abolizione delle date back to back per un’unica squadra e divieto di guida per i tecnici durante gli spostamenti.

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volantino distribuito davanti al palalottomatica concerto mannoia

risposta di uno spettatore al volantinaggio

Cari amici,
sabato scorso ero al Palalottomatica per assistere al concerto della Mannoia, e mi sono imbattuto nel vostro presidio.
Ero già a conoscenza della tragica scomparsa dei vostri colleghi di Trieste e Reggio Calabria – ma la vostra attiva presenza è certo apprezzabile per gettare luce su di un mondo che noi spettatori ci ostiniamo a credere dorato, ed invece lo è solo per pochi, mentre è realtà di sfruttamento professionale per troppi.
E’ intollerabile che si muoia di lavoro.
E’ intollerabile che si riservino le briciole a voi lavoratori – nell’indifferenza (colpevole?) degli artisti, che pure hanno grande visibilità e potere decisionale.
Vi esprimo la mia solidarietà e vicinanza umana.
Fraterni saluti!
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fabio di russo

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striscione al muro torto

muro torto- corso italia

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mobilitazioni 8 e 9 marzo 2012

Il giorno 8 marzo ci siamo riuniti, circa un centinaio tra lavoratori dello spettacolo e altri lavoratori solidali,  dalle ore 16.00 fino alle ore 21.00 presso il Palalottomatica di Roma per fare emergere alcune delle problematiche del nostro lavoro e per ricordare la morte del nostro amico e compagno di lavoro Matteo Armellini avvenuta a Reggio Calabria.

Attraverso un volantino distribuito al pubblico abbiamo voluto sottolineare, fra le altre cose,  che la nostra totale assenza di diritti è riconducibile anche alla totale invisibilità come categoria di lavoratori.

Ci siamo presentati con tre striscioni:

  1. the show must go off
  2. in equilibrio precario
  3. non un’altra stella nel cielo ma solo un altro operaio morto, ciao matteo

Sono stati appesi alle inferriate che circondano il Palalottomatica, ma prontamente le forze dell’ordine ci hanno fatto notare che non avevamo autorizzazione e che quindi saremmo stati passibili di denuncia.

Noi abbiamo sottolineato che questa nostra presenza costituiva una sorta di attività sindacale  e non una manifestazione qualsiasi. Ci è stato risposto che le attività sindacali sono solo quelle che si fanno con i banchetti per la raccolta firme. E’ paradossale come non sia riconosciuta la dicitura di attività sindacale ad un volantinaggio in cui si rivendicano diritti per i lavoratori.

Onde evitare inutili tensioni abbiamo così raggiunto una mediazione: abbiamo spostato gli striscioni sulle transenne esterne, ma continuato a volantinare, in cambio ci avrebbero fatto leggere il volantino o comunque fare un intervento sul palco prima del concerto.

Così non è stato.

La produzione Friends&Partners, la stessa del tour della Pausini, non ha acconsentito perché sul testo del volantino era denunciato a chiare lettere che la causa del crollo del palco fosse da imputare al cedimento del pavimento del Palacalafiore, con la scusa che questa tesi sia ancora tutta da dimostrare per vie giudiziarie.

Convinti della giustezza di quello che stavamo facendo, abbiamo continuato a volantinare fino all’inizio dell’ennesimo show e abbiamo riappeso gli striscioni lì dove erano stati tolti.

Questa nostra presenza è stata estremamente significativa perché rappresenta l’inizio di un percorso di mobilitazione che non ha precedenti nella storia del nostro settore lavorativo.

 

Il giorno seguente (9 marzo) abbiamo partecipato con il nostro striscione (the show must go off) al corteo della fiom in cerca di ulteriore visibilità. Purtroppo la nostra presenza in numero molto inferiore a quella del giorno precedente forse non ci ha premiati come avremmo voluto, ma abbiamo comunque distribuito  1000 volantini.

Arrivati nei pressi della torretta della regia del palco della FIOM, i nostri colleghi che stavano lavorando per permettere il comizio, oltre a darci la solidarietà ci hanno aiutato anche a posizionare i nostri 3 striscioni sulla torretta stessa.

A quel punto abbiamo chiesto di poter intervenire sul palco, ma la risposta è stata negativa perchè la scaletta era già piena, proprio come in qualsiasi altro normalissimo show.

Gli organizzatori di questo ennesimo show di fatto ci hanno negato ancora una volta la possibilità di dire quello che volevamo.

Queste due giornate ci hanno dimostrato quanto sia difficile per noi lavoratori riuscire a prendere la parola sul tema di sicurezza e di diritti tramite un microfono su un palco, che ricordiamo è stato montato sempre da nostri colleghi con le solite modalità che caratterizzano il nostro modo di lavorare. Non ci aspettiamo infatti che ci venga facilmente concesso nessuno spazio da parte di chi finora ha voluto che le cose funzionassero in questo modo, se non quelli che riusciremo a prenderci da soli.

E questo è quello che ci proponiamo di continuare a fare di qui in avanti.

striscioni per matteo

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un’altra intollerabile tragedia

Non ci sono parole per descrivere il dolore che proviamo per la perdita di Matteo, morto schiacciato dal palco della Pausini crollato a Reggio Calabria questa notte. Ancora non abbiamo notizie riguardo le condizioni di Pablo e Pietro, che sono rimasti feriti. Qualsiasi altro commento è superfluo.

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