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mobilitazioni 8 e 9 marzo 2012

Il giorno 8 marzo ci siamo riuniti, circa un centinaio tra lavoratori dello spettacolo e altri lavoratori solidali,  dalle ore 16.00 fino alle ore 21.00 presso il Palalottomatica di Roma per fare emergere alcune delle problematiche del nostro lavoro e per ricordare la morte del nostro amico e compagno di lavoro Matteo Armellini avvenuta a Reggio Calabria.

Attraverso un volantino distribuito al pubblico abbiamo voluto sottolineare, fra le altre cose,  che la nostra totale assenza di diritti è riconducibile anche alla totale invisibilità come categoria di lavoratori.

Ci siamo presentati con tre striscioni:

  1. the show must go off
  2. in equilibrio precario
  3. non un’altra stella nel cielo ma solo un altro operaio morto, ciao matteo

Sono stati appesi alle inferriate che circondano il Palalottomatica, ma prontamente le forze dell’ordine ci hanno fatto notare che non avevamo autorizzazione e che quindi saremmo stati passibili di denuncia.

Noi abbiamo sottolineato che questa nostra presenza costituiva una sorta di attività sindacale  e non una manifestazione qualsiasi. Ci è stato risposto che le attività sindacali sono solo quelle che si fanno con i banchetti per la raccolta firme. E’ paradossale come non sia riconosciuta la dicitura di attività sindacale ad un volantinaggio in cui si rivendicano diritti per i lavoratori.

Onde evitare inutili tensioni abbiamo così raggiunto una mediazione: abbiamo spostato gli striscioni sulle transenne esterne, ma continuato a volantinare, in cambio ci avrebbero fatto leggere il volantino o comunque fare un intervento sul palco prima del concerto.

Così non è stato.

La produzione Friends&Partners, la stessa del tour della Pausini, non ha acconsentito perché sul testo del volantino era denunciato a chiare lettere che la causa del crollo del palco fosse da imputare al cedimento del pavimento del Palacalafiore, con la scusa che questa tesi sia ancora tutta da dimostrare per vie giudiziarie.

Convinti della giustezza di quello che stavamo facendo, abbiamo continuato a volantinare fino all’inizio dell’ennesimo show e abbiamo riappeso gli striscioni lì dove erano stati tolti.

Questa nostra presenza è stata estremamente significativa perché rappresenta l’inizio di un percorso di mobilitazione che non ha precedenti nella storia del nostro settore lavorativo.

 

Il giorno seguente (9 marzo) abbiamo partecipato con il nostro striscione (the show must go off) al corteo della fiom in cerca di ulteriore visibilità. Purtroppo la nostra presenza in numero molto inferiore a quella del giorno precedente forse non ci ha premiati come avremmo voluto, ma abbiamo comunque distribuito  1000 volantini.

Arrivati nei pressi della torretta della regia del palco della FIOM, i nostri colleghi che stavano lavorando per permettere il comizio, oltre a darci la solidarietà ci hanno aiutato anche a posizionare i nostri 3 striscioni sulla torretta stessa.

A quel punto abbiamo chiesto di poter intervenire sul palco, ma la risposta è stata negativa perchè la scaletta era già piena, proprio come in qualsiasi altro normalissimo show.

Gli organizzatori di questo ennesimo show di fatto ci hanno negato ancora una volta la possibilità di dire quello che volevamo.

Queste due giornate ci hanno dimostrato quanto sia difficile per noi lavoratori riuscire a prendere la parola sul tema di sicurezza e di diritti tramite un microfono su un palco, che ricordiamo è stato montato sempre da nostri colleghi con le solite modalità che caratterizzano il nostro modo di lavorare. Non ci aspettiamo infatti che ci venga facilmente concesso nessuno spazio da parte di chi finora ha voluto che le cose funzionassero in questo modo, se non quelli che riusciremo a prenderci da soli.

E questo è quello che ci proponiamo di continuare a fare di qui in avanti.